I contratti in uso
Il contratto di property management firmato con il proprietario dell’immobile e il contratto di Locazione Turistica firmato dagli ospiti: clausole, durata, responsabilità, recesso.
Check-Up Contratti
Scaricare un contratto affitti brevi fac simile costa zero. Scoprire durante un controllo che non regge, molto di più. Il Check-Up è la sessione in cui verifichiamo i contratti che usi davvero, lo schema di fatturazione e gli adempimenti, prima che lo faccia la Guardia di Finanza.
500 € + IVASessione online, su appuntamento
Gestisci immobili di terzi da qualche mese o da qualche anno. Hai contratti che usi con i proprietari, uno schema di fatturazione costruito strada facendo, e probabilmente qualche dubbio su come stai operando rispetto alle normative vigenti.
Il Check-Up Contratti è pensato esattamente per questa situazione.
Non modifichiamo nulla durante la sessione: ti diamo la radiografia esatta di come stai operando. Quello che emerge è la base da cui costruire o correggere la struttura legale della tua attività, con piena consapevolezza di dove sei a posto e dove sei esposto.
Nessuna sorpresa durante un controllo. Nessuna sanzione pagata per ignoranza.

Il contratto di property management firmato con il proprietario dell’immobile e il contratto di Locazione Turistica firmato dagli ospiti: clausole, durata, responsabilità, recesso.
Capiamo se operi in nome del proprietario o in nome proprio, e se lo schema che stai usando corrisponde davvero a come lavori sul campo.
Regime fiscale applicato, modelli di fattura, ritenute d’acconto: verifichiamo che il flusso del denaro sia coerente con quello che i contratti dichiarano.
Correttezza rispetto all’attività che svolgi davvero e alla forma giuridica dell’impresa, non rispetto a quello che è stato scritto all’apertura.
Fotografia della situazione verso Comuni, Regioni e portali turistici: cosa è stato fatto, cosa manca, cosa è errato.
Ogni criticità rispetto a un possibile controllo della Guardia di Finanza, messa nero su bianco e ordinata per gravità.
Resta a te: la riguardi quando devi spiegare una scelta al commercialista o a un proprietario.
Il contratto vuoto per pieno è lo schema con cui il gestore si impegna a versare al proprietario un canone fisso, indipendentemente da quanto l’immobile produce, e trattiene per sé la differenza. Sulla carta è semplice; nella pratica è lo schema che più spesso viene copiato da un modello trovato online e applicato a una situazione che non lo regge.
Il punto non è se il vuoto per pieno sia lecito, lo è, ma se sia lo schema adatto a te. Cambia chi incassa, cambia chi emette fattura a chi, cambia il rischio d’impresa, cambia l’inquadramento fiscale e cambia il modo in cui un ispettore legge i tuoi movimenti bancari. Un contratto che dichiara una cosa mentre i pagamenti ne raccontano un’altra è la prima crepa che viene contestata.
Nel Check-Up mettiamo a confronto il testo che stai usando e il modo in cui operi davvero, e vediamo se le due cose coincidono.

Il rapporto con il proprietario si regge su un contratto di mandato. Se il mandato è con rappresentanza agisci in nome e per conto del proprietario, e gli effetti dei contratti che firmi ricadono direttamente su di lui. Se è senza rappresentanza agisci in nome proprio, e sei tu la parte che l’ospite vede e verso cui può rivalersi.
Non è una sfumatura da giuristi: da qui discendono chi emette la fattura all’ospite, chi risponde dei danni, come si registrano gli incassi, quale codice ATECO ha senso e come si presenta la posizione davanti a un controllo.
La maggior parte dei contratti che leggiamo nei Check-Up non dice quale dei due schemi ha scelto. Quello è il momento in cui il documento smette di proteggerti: perché in caso di contestazione la qualificazione la fa qualcun altro, non tu.
È il contratto che firma l’ospite, e deve esistere per ogni singolo soggiorno: è il secondo documento che gli ispettori chiedono, subito dopo quello firmato con il proprietario. Deve identificare le parti e l’immobile, indicare il periodo esatto del soggiorno, il corrispettivo e i servizi compresi, e dire con chiarezza che si tratta di una locazione a uso turistico e non abitativo.
Quello che non deve fare è promettere servizi che sposterebbero l’attività fuori dalla locazione: somministrazione di alimenti, reception, servizi alla persona cambiano l’inquadramento e con esso gli obblighi verso Comune, Regione e Camera di Commercio.
Nel Check-Up leggiamo il testo che stai usando insieme alle prove di come lavori davvero, annunci, messaggi agli ospiti, servizi offerti. È la distanza fra le due cose che genera le contestazioni.
Un contratto affittacamere, un contratto per la casa vacanza e un contratto di locazione turistica non sono lo stesso testo con tre nomi diversi. Cambiano i servizi che puoi offrire, gli obblighi verso il Comune e la Regione, la posizione in Camera di Commercio e il modo in cui i tuoi incassi vengono letti sul piano fiscale.
L’errore più frequente è usare il contratto della forma che si vorrebbe avere invece di quella che si esercita davvero: chi serve la prima colazione con un contratto di locazione turistica, o chi affitta camere in un unico stabile con un modello pensato per la casa vacanza, ha già scritto una contraddizione nei propri documenti.
Nel Check-Up verifichiamo che il contratto che usi corrisponda alla forma con cui sei realmente inquadrato e alla normativa della tua Regione, che su questi punti cambia da confine a confine.
Un contratto casa vacanze inferiore a 30 giorni non deve essere registrato: la regola vale per le locazioni di durata non superiore a trenta giorni complessivi nell’anno con lo stesso ospite. Superata quella soglia la registrazione diventa obbligatoria, e con essa arrivano imposta di registro e bollo.
Il punto che quasi tutti trascurano è come si contano i trenta giorni: si sommano nell’anno, con lo stesso conduttore, non contratto per contratto. Chi rinnova due o tre volte allo stesso ospite supera la soglia senza accorgersene e si ritrova con un contratto da registrare a scadenza già passata.
Sotto e sopra i trenta giorni restano dovuti gli adempimenti che non dipendono dalla durata: comunicazione degli ospiti alla Questura, tassa di soggiorno dove il Comune la prevede, codici identificativi e comunicazioni obbligatorie previste dalla tua Regione. Nel Check-Up li mettiamo in fila uno per uno.


Il Check-Up rivela la situazione reale. Nella maggior parte dei casi emergono criticità da correggere: contratti da rifare, schemi fiscali da aggiustare, adempimenti mancanti.
Se al termine della sessione decidi di procedere con la struttura legale completa, esiste un percorso dedicato ai Property Manager che vogliono operare in sicurezza e far crescere l’attività. L’importo del Check-Up viene detratto dall’investimento nel percorso completo se scegli di procedere entro 30 giorni dalla sessione.

Property manager che si sono messi in regola
«Questa per me è stata veramente la svolta in questo business.»
«Si sente come se abbiamo qualcuno a fianco a noi di cui possiamo fidarci in tema fiscale e legale.»
«Ci siamo evoluti passando dall’essere dei piccoli property manager ad una realtà strutturata e capace di scalare agevolmente il business…»
«Non mi fido delle recensioni online, ma questa volta ho voluto scriverne una. Né commercialisti né società per azioni avevano risolto il problema della burocrazia. L’ultima soluzione è stata l’avvocato Lattanzio.»
«Non credo che ci siano altri a livello nazionale che, come lui, sono così specializzati per quanto riguarda l’extralberghiero.»
«Stavo aprendo una S.r.l. per affitti brevi. Senza di lui avrei avuto mille difficoltà con la burocrazia e i contratti.»
«Il legale che fa la differenza. Una volta che lo conosci, non torni più indietro.»
Casi studio
Property manager che si sono strutturati con lo Studio e hanno continuato a crescere. Nomi, aziende e numeri veri.
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