
Coronavirus: modifica del contratto di locazione
CORONAVIRUS E IL CONTRATTO DI AFFITTO BREVE Tantissimi gestori di affitti brevi con la formula "vuoto per pieno" si son ritrovati senza clienti da un giorno all'altro. Booking.com ha cancellato anche le prenotazioni non rimborsabili "causa forza maggiore" e tutto ciò ha limitato tantissimo la...

Giuseppe Lattanzio
CORONAVIRUS E IL CONTRATTO DI AFFITTO BREVE Tantissimi gestori di affitti brevi con la formula "vuoto per pieno" si son ritrovati senza clienti da un giorno all'altro. Booking.com ha cancellato anche le prenotazioni non rimborsabili "causa forza maggiore" e tutto ciò ha limitato tantissimo la dimensione della cassa dei gestori. Come ci ha ripetuto spesso il mio mentore Alfio Bardolla – Financial Coach, "Cash is the King": chi ha la cassa comanda. vero questo, assolutamente, ma molti gestori sono arrivati alle porte del Coronavirus con una cassa di dimensioni ridotte. Vuoi a causa della bassa stagione, vuoi a causa dell'errato posizionamento sul mercato, la situazione è questa: la cassa è vuota. Tuttavia se da un lato le prenotazioni non sono più arrivate da qualsiasi canale dall'altro ci sono sempre i canoni di locazione da pagare. Che fare allora? La prima cosa da fare è contattare i proprietari per chiedere loro di sospendere o interrompere il pagamento del canone di locazione. La sospensione del pagamento del canone è concetto abbastanza chiaro: per marzo, aprile e maggio chiederemo di non pagare il canone (o almeno per marzo e aprile). Nei mesi successivi, cioè da giugno, luglio o agosto torneremo a reintegrare la quota di canone non pagato approfittando della stagione estiva. L'interruzione è altra cosa: con questa richiesta al proprietario chiediamo (scusate il gioco di parole) di non versare nulla per il mese di marzo almeno (e possibilmente anche aprile). Ma l'interruzione non può essere proposta così portandola dal nulla: sarà necessario spiegare ai proprietari che vi è una impossibilità oggettiva di "affittare l'appartamento ai turisti". Tutto ciò è sotto gli occhi di tutti e l'impossibilità non è personale, cioè soggettiva, ma oggettiva, cioè di tutti i gestori extralberghieri o di affitti brevi. L'accordo può avvenire anche per mail (l'importante è che vi sia prova scritta) ma se porta all'interruzione del pagamento del canone dovrà essere registrato presso l'Agenzia delle Entrate per evitare che il proprietario ci paghi su le imposte. Se ritieni di trovarti in una situazione simile o vuoi saperne di più contattami pure, sarò pronto a consigliarti ciò che è più adatto alle tue esigenze. Giuseppe Lattanzio – L'avvocato dell'extralberghiero
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Giuseppe Lattanzio
Avvocato specializzato in diritto dell'extralberghiero con oltre 10 anni di esperienza nel settore. Consulente legale per property manager e operatori turistici.
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